ALTRI MILIARDI BUTTATI VIA DAL GOVERNO ITALIANO

L’edizione genovese digitale, di giovedì undici agosto, del quotidiano La Repubblica presenta un articolo di tale Massimo Minella sulla questione dei finanziamenti alle tratte ferroviarie liguri; il titolo è: “Terzo valico, il Cipe libera il quarto lotto arrivano 1,6 miliardi”.

Il catenaccio precisa che il Comitato Interministeriale pe la Programmazione Economica ha dato il “via libera agli interventi ferroviari in Liguria oltre all’infrastruttura soldi anche per La Spezia”.

Il corpo dello scritto chiarisce un po’ di cose: soprattutto esplicita chiaramente che l’intenzione del Governo è quella di gettare soldi a palate nelle casse dei padroni delle aziende appaltanti i lavori, senza ottenere alcun risultato tangibile.

Per quanto riguarda il Terzo Valico ferroviario dei Giovi, i soldi deliberatamente buttati via sarebbero giustificati dal fatto che si tratterebbe “di uno dei principali corridoi della rete strategica transeuropea Reno-Alpi, una nuova linea ad alta capacità veloce che consente di potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie nazionali e con il resto d’Europa e che si prefigge di aumentare in maniera significativa l’offerta di trasporto ferroviario”.

E’ interessante notare che, forse per la prima volta, si parla apertamente di solo trasporto merci – alta capacità, appunto – e non più di sistema misto comprensivo dell’alta velocità, cioè del trasporto viaggiatori: se, quanto riportato dal Minella, corrispondesse alla verità, cadrebbe così definitivamente una grande panzana, una delle tante che ci viene propinata dagli anni novanta.

La parte più interessante dello scritto è però un’altra, ed esattamente quella nella quale il  giornalista asserisce: “Genova e la Liguria trovano ulteriore liquidità dal comitato con interventi di ‘upgrading’ e di sviluppo dei corridoi viaggiatori e merci, oltre al potenziamento degli impianti ferroviari di ‘La Spezia Marittima’, secondo quanto previsto dal piano regolatore dello scalo. In totale, si sfiora il miliardo e 800 milioni di euro per dare finalmente alla Liguria quella dotazione infrastrutturale che da troppo tempo richiede”.

Detta così sembrerebbe che una pioggia di interventi sulle tratte ferroviarie disagiate stia per cadere sulla testa dei liguri; purtroppo non è così: se dalla cifra totale si sottrae quanto destinato al Terzo Valico – per la precisione un miliardo e seicentotrenta milioni, secondo quanto contenuto nel pezzo – restano le briciole, nemmeno centosettanta milioni.

Se poi da questa cifra ridicola si decurta ancora la parte che concerne lo scalo marittimo della Spezia, ciò che resta non può certamente essere sufficiente nemmeno per cominciare a parlare finalmente delle uniche due grandi opere al momento necessarie per il miglioramento dell’offerta su ferro in Liguria: il raddoppio dei binari sulle tratte La Spezia-Parma e Finale Ligure Marina-Ventimiglia.

 

Genova, 14 agosto 2016

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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